Adolescenti: lo tsunami arriva dritto in casa tua

L'adolescenza è un periodo delicato e altanelante sia per i ragazzi che per i genitori.


L'adolescenza è uno tsunami

Aiuto! Uno tsunami è arrivato dritto in casa nostra! E' questa la sensazione che molti genitori di adolescenti possono aver provato. E ne abbiamo parlato diverse volte in queste pagine. Vogliamo farlo anche oggi affrontando un tema diverso: le emozioni tipiche dell'età che va dai 12 anni ai 20 circa.

Molti sono i cambiamenti che interessano i ragazzi di questa età: non si è più bambini ma nemmeno adulti. Si vuole allontanarsi dalla famiglia, i genitori sono pesanti (avete presente quelle espressioni tipiche "alzogliocchialcielodaimammadaipapachepallenoncapiteniente? oppure lo sguardo perso nel vuoto, le cuffie nelle orecchie e la musica a palla e quei bellissimi "ahhhhhhh" che vogliono dire tutto e niente?), il gruppo dei pari è fortemente attraente e depositario di tutte le verità del mondo, la voglia di affermare le proprie idee è altissima e la convinzione di sapere tutto è solidissima.

Insomma, questa è l'adolescenza in breve che porta a degli sconvolgimenti anche nei genitori che a volte stentano a riconoscere il proprio figlio.

L'adolescenza è quindi un passaggio delicato ma anche estremamente potente: basti pensare che il cervello adolescente è al massimo del suo splendore. Stupiti? Eppure è così, parola di neuroscienziati affermati.


Le emozioni adolescenti

Un turbinio di emozioni, cambiamenti e potenzialità: questa è l'adolescenza.

Ma quali sono le emozioni adolescenti? Esamineremo qui le 3 principali: rabbia, paura e vergogna.


La rabbia

Gli adolescenti sono arrabbiati e aggressivi. Quante volte rispondono arrabbiati? Quante esplosioni di rabbia hanno? A volte molte. E i genitori pensano "sono gli ormoni"...E' vero?

Non necessariamente. La rabbia è un’emozione di base ed universale, comune a tutte le persone, indipendentemente da età e cultura di appartenenza. La sua funzione risiede nell’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova.

Da che cosa si difende l'adolescente? Che cosa vuole affermare attraverso le sue risposte polemiche e aggressive?

Provate a pensare: sono un giovane confuso, mi stanno succedendo tante cose che difficilmente comprendo, ma soprattutto vorrei fare tante cose, urlare al mondo il fatto che sono grande, bravo, intelligente abbastanza per cavarmela da solo e davanti a me ho due "matusa" che continuano a mettermi paletti tra le ruote, puntini sulle i, e trovano mille motivazioni per non darmi la libertà che sicuramente mi merito. In più voglio la mia privacy, ho i miei pensieri che voglio condividere solo con i miei amici (che loro sì che mi capiscono) e mi sento oppresso.

Non vi arrabbiereste anche voi?


La paura

Insieme alla rabbia, gli adolescenti provano anche molte paure. La paura del giudizio, la paura di non essere accettati, la paura del futuro. Subentrano incertezze: la sicurezza e le convinzioni così forti dell'infanzia lasciano spazio ad un pensiero ipotetico e deduttivo che porta anche a comprendere problemi complessi, a fare nuove scoperte e a rispondere alle "grandi domande"...Si pensa al futuro. Il futuro diventa ipotizzabile ma anche incerto. E con l'incertezza ecco fare capolino la paura e le grandi domande: chi sono io? Chi voglio diventare? E se non sono capace? E se sbaglio? Tutti interrogativi che ci poniamo anche noi adulti ma che in un giovane in formazione hanno un peso decisamente importante.


La vergogna

E insieme alla paura e alla rabbia ecco un'altra emozione: la vergogna. L'adolescenza è vissuta soprattutto nel corpo. I cambiamenti più evidenti ed eclatanti sono proprio quelli del corpo: spuntano i peli, i brufoli, la voce cambia e anche gli organi sessuali giungono alla loro maturazione. Tutto ciò può creare disagio nei giovani che stentano a stare dentro a questa nuova pelle: mostrare le forme, un corpo "grande" quando la testa è ancora da bambino non è facile. Ed ecco che si indossano grandi felpe, vestiti informi e molto larghi. Oppure si vuole fare un tatuaggio, un disegno indelebile, per proiettarsi in una nuova dimensione, quella adulta. Un tatuaggio, un segno di riconoscimento sulla pelle come documento d’identità sociale per far vedere che si esiste davvero. Per sentirsi unici, più sicuri, per dire io ci sono, per poter vincere quel turbinio di "voglio, ma non posso". L'adolescente si vergogna: fino all'altro giorno andava dappertutto, parlava con tutti, adesso è timido, taciturno e risponde a monosillabi. Se poi a questo si aggiunge la frequentazione sui social dove l'esposizione di corpi perfetti è all'ordine del giorno tutto si complica.


Gli adolescenti e la pandemia

Gli ultimi due anni per gli adolescenti non sono stati facili. E queste 3 emozioni si possono ora presentare in modo amplificato.

C'è da preoccuparsi? Non sempre, per fortuna. Sicuramente un costante monitoraggio da parte dei genitori (alla giusta distanza ovviamente) è doveroso. Se escludiamo infatti alcune problematiche che possono sconfinare in qualcosa di patologico, si tratta di passaggi obbligati anche se magari un po' accentuati negli ultimi tempi. Ma la pandemia da Covid-19 ha messo alla dura prova ognuno di noi, figuriamoci i giovani che sono stati privati dei loro momenti più belli!

Cosa fare?

Continuare ad essere presenti anche da lontano; sciogliere un po' le briglie ma dare sempre poche regole e molto chiare. Portare pazienza e mettere da parte l'orgoglio. Dietro quella scorza c'è un bellissimo fiore che prima o poi sboccerà.

Parlare con altri genitori, con i professori o affidarsi ai tanti professionisti sul mercato: psicologi, psicoterapeuti, educatori, counselor e coach. Tutti possono dare una mano a sentirsi meno soli e a stare in piedi anche nel bel mezzo di uno tsunami.


Molte sono le iniziative che E-Skill ha messo a punto per sostenere gli adolescenti, le loro famiglie e il sistema scuola. Per esempio un corso gratuito dedicato ai genitori per comprendere di più gli adolescenti che trovate qui.

Al mondo scuola invece è dedicato il Webinar gratuito di AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) per capire come il coaching può essere d'aiuto a scuola e per gli adolescenti, per gli insegnanti ma anche per i genitori. Si terrà il 31 maggio 2022 alle ore 18.30. Iscrivetevi subito per prenotare il vostro posto: basterà fare una semplice registrazione, compilando il form cliccando qui.

Noi vi aspettiamo!

L'adolescenza è bellissima! Venite a scoprire perché...




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