7 mosse per coltivare l'autostima

Aggiornamento: 29 mag

Che valore diamo a noi stessi? Come creiamo la nostra immagine? Che cosa influisce sulla nostra autostima? Scopriamolo insieme



Si fa un gran parlare di autostima. E' quasi un termine abusato in questo periodo. Avete mai provato a passare davanti a un'edicola? Moltissime riviste, femminili e maschili, di gossip o più "intellettuali" contengono in copertina un titolo che parla di autostima, di come aumentarla e di quanto sia importante. Per non parlare del Web: se provate a digitare "come migliorare l'autostima" vi troverete ben 692.000 risultati! A dimostrazione del fatto che è un argomento che interessa a molti.

Ma vi siete mai chiesti che cos'è l'autostima? Sapreste darne una definizione?

Vediamo di farlo insieme.


Che cos'è l'autostima


L'autostima è il valore che ognuno di noi riconosce a se stesso nei diversi ambiti della vita. L'autostima è il nostro sguardo su di noi: come vediamo il nostro aspetto fisico? Quali sono le nostre competenze? Quanto ci sentiamo capaci in una cosa piuttosto che in un'altra? L'autostima è fragile e mutevole: aumenta quando viviamo nel rispetto dei nostri valori personali e diminuisce ogni volta che il nostro comportamento non è coerente con quei valori. Come diceva William James (1890/1983), l’autostima è il rapporto tra il Sé percepito di una persona e il suo Sé ideale: il Sé percepito equivale al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti, mentre il Sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere. Secondo la definizione di James, l’autostima sarebbe il risultato del confronto tra successi concretamente ottenuti e corrispondenti aspettative:


Successo Autostima= _____________________

Aspettative



La formula matematica dell'autostima


Nell'ottobre 2017 un gruppo di scienziati ha pubblicato sulla rivista britannica eLife, la formula matematica dell'autostima che potrebbe essere utile nella cura di disturbi come ansia e depressione. Come sono arrivati alla formula? Attraverso un esperimento: a 40 volontari è stato chiesto di caricare il loro profilo personale su un database online con l'obiettivo di ricevere i like di 184 estranei (i like erano in realtà un algoritmo). Durante tutta la prova, il cervello dei volontari è stato monitorato attraverso una risonanza magnetica, e solo alla fine dell’esperimento è stato chiesto loro di rispondere ad un questionario sull’autostima. Che cosa è stato scoperto? Che l'autostima oscilla non solo in base al giudizio altrui, ma soprattutto in base alle nostre aspettative circa le valutazioni degli altri. I livelli più bassi, infatti, si raggiungono quando riceviamo un giudizio negativo da persone a cui credevamo di poter piacere.

L'autostima nasce dal contatto con gli altri: genitori, insegnanti, altre figure genitoriali, amici, colleghi sul lavoro...tutti a loro modo influiscono sulla percezione che l'individuo ha di se stesso. E come dice Bandura, psicologo statunitense, anche l'autoefficacia, ossia le nostre convinzioni sull'essere capaci di eseguire le azioni necessarie ad un determinato compito e di gestirne le conseguenze, contribuisce ad aumentare o diminuire la nostra autostima.

L'autostima quindi richiede:

- l'accettazione di se stessi così come si è

- la gestione delle proprie emozioni

- saper trattare con gli altri

- l'affrontare i conflitti

- l'accettazione della realtà

- l'affermazione di se stessi di fronte agli altri

- l'avere fiducia in se stessi


Questione complessa... Ma esistono delle "mosse giuste" per sviluppare una sana autostima? Fortunatamente sì.


Le 7 mosse per coltivare l'autostima


1. Imparate a volervi bene. Curate il vostro aspetto fisico, prendetevi cura del vostro corpo. Avere un aspetto piacevole e curato è la prima mossa per sentirsi bene con se stessi.

2. Ricordatevi che la perfezione non esiste. Nessuno è perfetto e tutti sbagliano. Anche quelli che vi sembrano vincenti, sicuri di sé e di successo hanno alle spalle fallimenti ed errori.

3. Imparate dagli errori e non colpevolizzatevi. Provate a sostituire la parola errore con esperienza e invece di denigrarvi con un continuo rimuginio interno su "che cosa ho sbagliato?" chiedetevi "che cosa ho imparato da questa esperienza?"

4. Siate altruisti e generosi con gli altri. Donare qualcosa di sé, aiutare chi ha bisogno può cambiare la vostra prospettiva e farvi capire quanto fortunati siete ad essere e avere ciò che siete. Fate complimenti (vi saranno restituiti) e ringraziate: scoprirete le potenzialità della gratitudine. Piccoli gesti quotidiani hanno sempre un grande ritorno.

5. Coltivate le vostre passioni. Studiate, leggete, guardate dei film che possano farvi ridere e stare bene con voi stessi.

6. Lanciatevi in piccole sfide, come rispolverare la lingua straniera imparata a scuola o realizzare una ricetta elaborata in cucina. Le piccole sfide rafforzeranno la vostra autoefficacia.

7. Infine, fate una lista delle vostre principali qualità e capacità e leggetela e rileggetela ogni qualvolta vi sembra di dubitare di voi. Avete visto quante cose siete e sapete fare?

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