Come coltivare l'autostima con 7 facili esercizi

Che valore diamo a noi stessi? Come creiamo la nostra immagine? Che cosa influisce sulla nostra autostima? Scopriamolo insieme

L'autostima è l'immagine che abbiamo di noi stessi, il valore che ci riconosciamo

Si fa un gran parlare di autostima. E' quasi un termine abusato in questo periodo. Avete mai provato a passare davanti a un'edicola? Moltissime riviste, femminili e maschili, di gossip o più "intellettuali" contengono in copertina un titolo che parla di autostima, di come aumentarla e di quanto sia importante. Per non parlare del Web: se provate a digitare "come migliorare l'autostima" vi troverete ben 692.000 risultati! A dimostrazione del fatto che è un argomento che interessa a molti.

Ma vi siete mai chiesti che cos'è l'autostima? Sapreste darne una definizione?

Vediamo di farlo insieme.

L'autostima è il valore che ognuno di noi riconosce a se stesso nei diversi ambiti della vita. L'autostima è il nostro sguardo su di noi: come vediamo il nostro aspetto fisico? Quali sono le nostre competenze? Quanto ci sentiamo capaci in una cosa piuttosto che in un'altra? L'autostima è fragile e mutevole: aumenta quando viviamo nel rispetto dei nostri valori personali e diminuisce ogni volta che il nostro comportamento non è coerente con quei valori. Come diceva William James (1890/1983), l’autostima è il rapporto tra il Sé percepito di una persona e il suo Sé ideale: il Sé percepito equivale al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti, mentre il Sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere. Secondo la definizione di James, l’autostima sarebbe il risultato del confronto tra successi concretamente ottenuti e corrispondenti aspettative:


Successo Autostima= _____________________

Aspettative

Nell'ottobre 2017 un gruppo di scienziati ha pubblicato sulla rivista britannica eLife, la formula matematica dell'autostima che potrebbe essere utile nella cura di disturbi come ansia e depressione. Come sono arrivati alla formula? Attraverso un esperimento: a 40 volontari è stato chiesto di caricare il loro profilo personale su un database online con l'obiettivo di ricevere i like di 184 estranei (i like erano in realtà un algoritmo). Durante tutta la prova, il cervello dei volontari è stato monitorato attraverso una risonanza magnetica, e solo alla fine dell’esperimento è stato chiesto loro di rispondere ad un questionario sull’autostima. Che cosa è stato scoperto? Che l'autostima oscilla non solo in base al giudizio altrui, ma soprattutto in base alle nostre aspettative circa le valutazioni degli altri. I livelli più bassi, infatti, si raggiungono quando riceviamo un giudizio negativo da persone a cui credevamo di poter piacere.

L'autostima nasce dal contatto con gli altri: genitori, insegnanti, altre figure genitoriali, amici, colleghi sul lavoro...tutti a loro modo influiscono sulla percezione che l'individuo ha di se stesso. E come dice Bandura, psicologo statunitense, anche l'autoefficacia, ossia le nostre convinzioni sull'essere capaci di eseguire le azioni necessarie ad un determinato compito e di gestirne le conseguenze, contribuisce ad aumentare o diminuire la nostra autostima.

L'autostima quindi richiede:

- l'accettazione di se stessi così come si è

- la gestione delle proprie emozioni

- saper trattare con gli altri

- l'affrontare i conflitti

- l'accettazione della realtà

- l'affermazione di se stessi di fronte agli altri

- l'avere fiducia in se stessi


Questione complessa... Ma esistono delle "mosse giuste" per sviluppare una sana autostima?

Fortunatamente sì. Vediamone alcune:

1. Imparate a volervi bene. Curate il vostro aspetto fisico, prendetevi cura del vostro corpo. Avere un aspetto piacevole e curato è la prima mossa per sentirsi bene con se stessi.

2. Ricordatevi che la perfezione non esiste. Nessuno è perfetto e tutti sbagliano. Anche quelli che vi sembrano vincenti, sicuri di sé e di successo hanno alle spalle fallimenti ed errori.

3. Imparate dagli errori e non colpevolizzatevi. Provate a sostituire la parola errore con esperienza e invece di denigrarvi con un continuo rimuginio interno su "che cosa ho sbagliato?" chiedetevi "che cosa ho imparato da questa esperienza?"

4. Siate altruisti e generosi con gli altri. Donare qualcosa di sé, aiutare chi ha bisogno può cambiare la vostra prospettiva e farvi capire quanto fortunati siete ad essere e avere ciò che siete. Fate complimenti (vi saranno restituiti) e ringraziate: scoprirete le potenzialità della gratitudine. Piccoli gesti quotidiani hanno sempre un grande ritorno.

5. Coltivate le vostre passioni. Studiate, leggete, guardate dei film che possano farvi ridere e stare bene con voi stessi.

6. Lanciatevi in piccole sfide, come rispolverare la lingua straniera imparata a scuola o realizzare una ricetta elaborata in cucina. Le piccole sfide rafforzeranno la vostra autoefficacia.

7. Infine, fate una lista delle vostre principali qualità e capacità e leggetela e rileggetela ogni qualvolta vi sembra di dubitare di voi. Avete visto quante cose siete e sapete fare?

E per chiudere...volete misurare la vostra autostima? Cliccate qui e fate il test

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