Così fan tutti. E tu?

Oggi parliamo di conformismo. Da dove nasce e perché? Scopriamolo grazie anche ad un interessante esperimento di Salomon Asch.


Quando si è all'interno di un gruppo e si è chiamati ad esprimere un'opinione, può accadere di non avere voglia di esporsi, di andare controcorrente e...di seguire il gregge!

E' capitato anche a voi? Supponiamo di sì. E' capitato a tutti almeno una volta nella vita. Il conformismo ha i suoi vantaggi e, soprattutto, fa parte della natura animale: siamo più concentrati ad adeguarci al giudizio degli altri, che ad esprimere la nostra opinione. Del resto quante volte ci ripetiamo..."beh, lo fanno tutti" ?

Solomon Asch, uno dei più importanti psicologi sociali del ‘900, ha condotto un esperimento, noto con il suo nome, proprio per testare il conformismo delle persone. Durante i primi anni della seconda guerra mondiale, Asch comincia ad interrogarsi sugli effetti della propaganda nazista in Germania: com’era possibile che la maggioranza dei cittadini tedeschi si adeguasse in modo acritico ai principi nazional-popolari proposti dal partito? E così, successivamente, nel 1956 raccolse alcuni volontari in gruppi di 8 persone cui diede un compito. I partecipanti venivano invitati ad effettuare alcuni test sulla percezione visiva: su un foglio venivano rappresentate delle linee numerate di lunghezza decrescente, e a sinistra una linea che doveva essere abbinata alla propria gemella a destra. Sette partecipanti erano tra di loro complici e, all'insaputa dell'ottavo componente del gruppo, dovevano dare una risposta palesemente sbagliata al fine di condizionare il parere del compagno. Essendo l’ultimo a rispondere, l'ottavo partecipante rifiutava la propria percezione visiva per adattarla a quella dei propri compagni. Nell’esperimento originale di Asch, il 25% dei partecipanti non si conformò alla maggioranza, ma il 75% cedette almeno una volta alla pressione del gruppo (ed il 5% dei soggetti si adeguò ad ogni singola ripetizione della prova).

Incuriosito dai risultati che ottenne, al termine dell'esperimento, Asch intervistò i partecipanti al test per capire il loro comportamento.

Ecco le risposte che diedero, ma che darebbero anche molti di noi, come giustificazione:

  • Tutti provarono ansia, temevano di essere disapprovati dagli altri e si convinsero di rispondere sbagliato.

  • La maggior parte di loro spiegò di aver visto le linee in modo diverso, ma poiché tutti davano una stessa risposta pensò di essere nel torto rispetto al gruppo.

  • Alcuni dissero che avevano assecondato il gruppo per evitare di essere esclusi nonostante sapessero che il gruppo stesse sbagliando.

  • Un piccolo numero di persone addirittura sostenne che durante la prova vedeva davvero le linee nello stesso modo in cui le vedevano gli altri!

Asch dimostrò quindi che il conformismo stravolge il concetto di verità.

Il conformismo non è di certo un male, ma può presentare dei pericoli. Pensiamo, per esempio, agli adolescenti e al loro bisogno di appartenere ad un gruppo: quanti di loro avranno il coraggio di "essere fuori dal coro"? E finché si tratta di "copiare" l'abbigliamento o un certo tipo di pettinatura o di linguaggio, poco male...ma se si dovessero trovare di fronte a situazioni potenzialmente pericolose e non sapessero dire di no? "Seguire il gregge" può portarci a perdere buone occasioni. Che dire infatti di noi adulti, magari impegnati in una riunione di lavoro e della "paura" di parlare e di esporre la nostra idea quando questa non è quella comune? Oppure quando, sempre per conformismo, ci adattiamo a relazioni o situazioni (personali, professionali) che non ci fanno vivere bene perché ci raccontiamo, ancora una volta, che "lo fanno tutti", oppure "è sconveniente...", "non si fa..." "oddio... e poi la gente cosa pensa"?

Qualche problema di eccessivo conformismo ve lo potete trovare anche con un cliente in un percorso di counseling. Ricordatevi dell'esperimento di Asch e valutate l'ecologia del sistema in cui è inserito il cliente stesso: se il conformismo gli crea problemi potete supportarlo nella visione di altri punti di vista, se invece si tratta di qualcosa di funzionale per lui/lei (anche quando voi fareste l'esatto contrario) supportatelo!

Per concludere, e pensando ad un conformismo esagerato, vi lasciamo con la visione della scena de L'Attimo Fuggente... che potete guardare cliccando qui https://www.youtube.com/watch?v=PwnRzN6IqfM

E iniziate a fare un semplice esercizio che ci suggerisce quel genio di Oscar Wilde:

"Tutte le volte che altri sono d’accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto".

Magari qualcosa cambia!

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