Essere genitori: un ruolo importante per cui non esiste scuola che ti prepari a diventarlo

Nella giornata mondiale del genitore ci fermiamo a riflettere su che cosa vuol dire essere genitore oggi e come è possibile affrontare le sfide quotidiane che un figlio ti propone.


Il primo giugno è la giornata mondiale del Genitore, un ruolo difficile, complesso e meraviglioso allo stesso tempo che merita una celebrazione per "apprezzare tutti i genitori di ogni parte del pianeta, per la loro dedizione altruistica ai figli e il loro sacrificio continuo per sostenere il rapporto con i figli". Questa è la motivazione che ha portato a indire nel 2015 questa giornata a livello mondiale. E in effetti essere genitori è una bellissima e complicata avventura.

Sempre più spesso le cronache riportano alla ribalta fatti e accadimenti riguardanti i giovani...maleducati, opportunisti, bulli, depressi, persi, eroi, buoni, intelligenti, incompresi....e la "colpa" è sempre dei genitori. Sembra che oggi non si sia più in grado di essere genitore: si educa alla superficialità, all'edonismo, si perdona troppo e si è troppo permissivi. E così i figli crescono senza spina dorsale, presuntuosi e senza nessuna voglia di fare sacrifici. Siamo nell'epoca del "tutto e subito dove l'educazione non esiste".

Ma è proprio così? Sono i tempi che rendono inadatti genitori e tiranni i figli?

"La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, se ne infischia dell’autorità e non ha nessun rispetto per gli anziani. I ragazzi d’oggi sono tiranni. Non si alzano in piedi quando un anziano entra in un ambiente, rispondono male ai loro genitori...” Sapete chi lo scriveva? Socrate! Nel IV sec. a. C. No, non sono i tempi e, noi riteniamo, non sono nemmeno i genitori. Ma è pur vero che essere (e non "fare i") genitori è molto complesso e nessuno ti prepara a diventarlo. Sembra che basti il desiderio di diventarlo: volere un figlio, amarlo, desiderarlo e il gioco è fatto! E invece per essere genitori ci vorrebbe un corso prima! Chi, genitore, non è stato spiazzato almeno una volta dai propri figli? Chi non si è sentito all'altezza della situazione? Chi non si è sentito inadeguato o non in grado di gestire un problema? O si è sentito impotente? O le ha tentate tutte senza ottenere nulla? Nè con le buone nè con le cattive...Probabilmente queste sono sensazioni che prima o poi tutti i genitori, chi più chi meno, hanno provato. Oggi gli stimoli e i pericoli sembrano amplificati, i ragazzi accedono a qualsiasi tipo di informazione in tempo reale, la tecnologia e i social accorciano distanze ma aumentano anche certi divari...questo obbliga i genitori ad essere sempre "sul pezzo" ma senza un'adeguata formazione. Un ruolo complesso, difficile ma anche stimolante che aiuta il genitore a crescere insieme ai figli.

E quindi, oggi, nella giornata mondiale del genitore, fermiamoci e ringraziamoli tutti: i nostri genitori, chi lo è diventato per caso, chi non voleva diventarlo, chi non lo può diventare, chi si sente bravo, chi lo è, chi si sente inadeguato, chi ferisce e chi è stato ferito, chi ha riposto tutte le speranze nei figli, chi ha grosse aspettative e chi invece ama incondizionatamente. Grazie a tutti i genitori per esserci: comunque fanno sempre del loro meglio.

E ricordate che il conflitto è naturale, fa parte del rapporto genitori-figli. Se poi il peso si fa insostenibile, rivolgetevi a degli esperti (counselor, psicologi, pedagogisti): non sono degli insegnanti, non hanno ricette miracolose, ma il confronto alleggerisce molti fardelli.

Buon Primo Giugno!


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