Il Body Shaming: quando il corpo diventa un bersaglio

Continua il nostro viaggio attraverso i fenomeni che più si scatenano e si diffondono con l'utilizzo dei social media. Dopo il Phubbing e F.O.M.O. parliamo di Body Shaming che mina in particolar modo l'autostima della persona.


Chiara Ferragni, influencer italiana, si è sposata da qualche mese. Bella, famosa e dal corpo praticamente perfetto, in grado di trasformare il proprio nome in un brand da milioni di euro, è stata vittima, qualche settimana prima del suo matrimonio, del Body Shaming. Non direttamente certo, ma la stampa si è scatenata contro le sue amiche a tal punto da spingerla a prendere una posizione molto netta: lanciare l'hashtag #bodyshamerisforlosers.

I quotidiani italiani infatti hanno definito "grasse" le sue amiche che posavano insieme a Chiara in costume sul bordo di una piscina: erano a Ibiza per festeggiare l'addio al nubilato. Ora...se avete visto la foto potete capire l'indignazione di Chiara di fronte a queste affermazioni. Le sue amiche sfoggiano un fisico asciutto e tonico. E questo è un classico esempio di Body Shaming, ossia di quel fenomeno che prende di mira il corpo delle persone e ne critica l'aspetto, spargendo poi gli insulti su tutta la rete. Sì, perché di insulti, spesso pure insensati e fuori luogo (ammesso ci sia un insulto sensato e circostanziato), si tratta. Il Body Shaming è una forma di bullismo che porta a criticare l'aspetto fisico di una persona. "E' troppo grassa", "è troppo magra", "troppi tatuaggi", "quanta cellulite", "mamma mia che brutta" " che naso orrendo" e così via...le critiche si sprecano. Si pronunciano sentenze, si esprimono opinioni tra l'altro non richieste. E nell'era in cui tutti passa per la rete, basta pubblicare una foto per attirarsi migliaia di insulti dai follower. Come li aveva definiti Enrico Mentana? Webeti! Termine giustissimo. Purtroppo il Body Shaming ha effetti devastanti sull'autostima di una persona: colpire il corpo significa colpirne anche l'anima. Pensate a quante ragazzine o giovani donne (e anche uomini) soffrono per le offese subite. Magari non si apprezzano e si trovano/vedono già brutte. E poi pensate... si posta una foto...così, per celebrare un momento e si viene attaccati per l'aspetto fisico. Purtroppo nell'era dell'apparire e dell'apparire perfetti, tutti possono essere vittime del Body Shaming anche personaggi famosi e notoriamente belli.

E il valore che riconosciamo a noi stessi vacilla.

Che cosa fare? Innanzitutto iniziamo ad auto-educarci sulle nostre modalità di espressione e di formulazione di una critica.

Invece di dire "quell'acconciatura non le dona per niente", oppure "che vestito orrendo" o ancora "che brutta", cambiamo punto di vista. Anziché rivolgerci all'interlocutore, esprimiamo qualcosa che parli di noi. Per esempio: "non mi piace quel vestito/acconciatura", "non corrisponde ai miei canoni estetici".

Che cosa cambia? Non sembra ma...cambia tutto! Si passa da un'affermazione offensiva all'espressione di un gusto assolutamente soggettivo che non colpisce la persona.

Le parole feriscono e non è vero che una parola vale l'altra. Le parole sono importanti, come dice Nanni Moretti in Palombella Rossa. Impariamo ad usarle correttamente!

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