Il desiderio, scintilla di vita

Aggiornamento: 15 ott

Tornano le nostre interviste agli studenti. Oggi è il turno di Fabio Rimoldi che ha discusso un interessante e quanto mai profondo tema nella sua tesi.


Fabio Rimoldi è arrivato in E-Skill dopo le sue vacanze estive. Molto interessato al Counseling, durante il colloquio, ci ha fatto diverse domande sul programma di studi, sulle diverse discipline e sulla presenza o meno delle scienze umane. Aveva studiato tutto, si era preparato e desiderava sapere quali erano gli autori che avremmo trattato durante il triennio, rammaricandosi che non ci fosse Erich Fromm, il suo preferito. A colloquio avevamo avuto la percezione che non si fosse creato "quel feeling", quella chimica che a volte è l'ago della bilancia che ci fa scegliere rispetto ad un'altra scuola. Ma Fabio è andato oltre: ha scelto il percorso e non l'apparenza, dimostrando fin da subito la sua intelligenza e la sua capacità di sospendere il giudizio. Lo ringraziamo oggi da questa pagina: non l'abbiamo mai fatto di persona, non abbiamo mai affrontato l'argomento, ma chi scrive, sente di avere un debito nei confronti di Fabio. Siamo grati a Fabio per averci scelto e per averci donato, durante il suo triennio con noi, la sua moltitudine e la sua ricchezza interiore.

Fabio è un educatore professionista, lavora con i bambini che hanno subito maltrattamenti e violenze. E' un giovane di una dolcezza e profondità infinite che maschera dietro un aspetto professionale e serio; è profondo e sensibile. Conversare con Fabio è arricchente: apre un mondo completamente nuovo davanti ai tuoi occhi...ti incanta.

Grazie a Fabio per questo incantesimo e grazie anche per l'argomento che ha affrontato, in modo profondo come solo lui sa fare, nella sua tesi di counseling: il desiderio. Ma facciamo parlare Fabio.


D. Fabio, la tua tesi, citando le tue stesse parole, tratta del desiderio e di come esso possa trasformarsi in scintilla di vita. Ci racconti come mai hai scelto questo tema?


R. Ho scelto questo tema principalmente per curiosità. Da un lato una curiosità di tipo personale, di un aspetto dell'esistenza che riguarda anche la mia vita. Dall'altro una curiosità di tipo professionale, riferita a come aiutare clienti che portano nel colloquio un disagio o una fatica di tipo esistenziale, che non è riconducibile a problemi che potremmo definire più "concreti", come il lavoro, il partner, la famiglia...


D. Durante il tuo tirocinio hai incontrato persone che non manifestavano un grande desiderio o una volontà al cambiamento. Come hai affrontato tutto questo e quali sono le difficoltà che hai incontrato?

R. Sintonizzazione e ascolto sono la chiave. Aspettare che il cliente si sveli, non anticipare i tempi. Comprendere il suo mondo, garantire connessione. Bisogna saper accettare che alcuni clienti si sono costruiti mondi che non ammettono possibilità, dove il sentiero è già tracciato. Clienti che non hanno mai una risposta alla domanda "perché si, perché è possibile", ma al contrario possono fornire molteplici spiegazioni al "perché no, perché non è possibile". E' un percorso che può risultare molto frustrante, che fa sentire a tratti impotenti. La difficoltà più grande riguarda il riuscire a differenziare i clienti che portano un disagio di tipo esistenziale, ma all'interno di una personalità armonica, dai clienti che manifestano lo stesso disagio ma all'interno di un quadro non armonico. Per questi ultimi il counseling non risulta essere il percorso più indicato.


D. Se dovessi concludere con una frase sul tuo percorso di counseling e i risultati ottenuti finora che cosa diresti?

R. Crescere. Svilupparsi, rivelarsi, comprendere quali sono le proprie potenzialità e anche i propri limiti, è un po' questo il senso che do al gioco della vita. E il percorso di counseling è stato anche questo. Noi facciamo da specchio ai clienti, ma non prendiamoci in giro: anche loro lo fanno a noi. Si cresce in due, si cresce assieme


E anche noi Fabio siamo cresciuti con te.


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