Il dizionario del Counseling

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di Counseling. Pochi però ancora sanno esattamente cos'è e quali sono le attività tipiche del Counselor. Riportiamo delle definizioni di alcune attività tratte da un libro, edito da Sovera e di cui sotto vedete la copertina, al fine di fare un po' di chiarezza e ampliare le nostre conoscenze. Ovviamente scegliamo, nel dizionario, i termini che più sono in linea con l'orientamento della nostra Scuola.


Il libro dal quale abbiamo tratto le definizioni che trovate in questo post

A

Accettazione: atteggiamento di ricettività, astensione dal giudizio e interesse. L'accettazione da parte del Counselor della persona del cliente costituisce pre-requisito fondamentale per il processo di counseling. Il counselor accettante segnala la propria disponibilità a stare con il cliente e ad ascoltarlo in maniera non valutativa, agevolandone la fiducia e mettendolo in grado di aprirsi anche su temi personali dolorosi o imbarazzanti. Accettare la persona non significa doverne necessariamente accettare tutti gli aspetti comportamentali. Il Counselor deve essere consapevole di qualsiasi difficoltà personale ad accettare le differenze comportamentali, culturali o di altro genere esistenti tra lui e il suo cliente. Nella nostra scuola iniziamo un percorso di consapevolezza già dal primo modulo per imparare ad individuare le nostre difficoltà e a gestirle.

Ascolto: prestare attenzione a ciò che dice un altro. Costituisce la principale attività del Counselor in quanto la maggior parte dei clienti viene proprio per parlare delle proprie preoccupazioni e spesso considera il Counselor come una delle poche persone preparate ad ascoltarle fino in fondo. Il Counseling viene spesso distinto dalla conversazione quotidiana perchè i counselor sono formati a tenere in sospeso le proprie preoccupazioni personali come pure gli impulsi a conversare.


C

Codice deontologico: documento redatto da un comitato di professionisti che stabilisce gli standards normativi per un Counseling corretto e le aree critiche o vietate. Tutti i professionisti debbono rispettare tale codice che offre agli utenti una sia pur minima tutela. Una qualsiasi violazione, in proporzione a gravità e conseguenze, dovrebbe essere oggetto di una procedura formale. E-Skill segue il codice deontologico di Assocounseling che è anche oggetto di studio in aula.

Colloquio preliminare: primo incontro tra Counselor e cliente, mirato a determinare la natura dei problemi del cliente e l'opportunità del Counseling. E-Skill lo ritiene un passaggio fondamentale del processo di Counseling perchè dal colloquio è possibile far comprendere al cliente le potenzialità, ma soprattutto capire se noi, come Counselor, siamo la persona giusta per il cliente o se è il caso di inviarlo ad altro collega o altro professionista.

Congruenza: genuinità, onestà dimostrata dal Counselor come parte essenziale di sé e del proprio lavoro; analoga è la genuinità del cliente. Implica che il Counselor sia in contatto con i propri pensieri e sentimenti, li esprima apertamente ogni volta che lo ritiene opportuno, che il suo linguaggio corporeo rispecchi le sue parole. Richiede spontaneità, capacità di assumere rischi e, paradossalmente, un giudizio sul grado di libertà con cui il counselor si esprime. E' caratteristica chiave del Counseling centrato sulla Persona, che è anche il counseling della nostra scuola.


D

Diagnosi: identificazione di una specifica malattia, nevrosi o disturbo psicologico. Implica la capacità di discriminare tra le diverse categorie di disturbi e tra i diversi livelli di gravità, nonché la capacità di decidere il trattamento elettivo. Essenzialmente supporto medico e psichiatrico alla comunicazione. Il COUNSELOR NON FA DIAGNOSI. All'interno del nostro percorso didattico sarete opportunamente formati sulle pratiche dell'invio ad altro professionista.

Domande: richieste di informazioni. Il Counselor è opportunamente formato sul come e quali domande fare.


E

Empatia: atteggiamento e abilità di seguire, afferrare e comprendere il più pienamente possibile l'esperienza soggettiva del cliente, ponendosi dal suo stesso punto di vista. Comunicare al cliente che il Counselor si sente esperienzialmente al suo fianco e che sta usando tutta la propria sensibilità per comprendere ciò che egli sente o si sforza di esprimere. Non è identificarsi con il cliente, offrirgli simpatia, bloccarne il processo di comprensione di sé o presumere implicitamente di saperlo capire (falsa empatia).


P

Problema: difficoltà, dilemma, preoccupazione, ostacolo alla felicità. Il Counseling viene spesso considerato un'attività di focalizzazione e soluzione del problema, in contrasto con la psicoterapia, che tende a modificare la personalità. I Counselor mirano prima a identificare il problema e a definirlo contestualmente con il cliente, poi aiutano quest'ultimo a stabilire le priorità e da ultimo costruiscono le strategie di risoluzione.


S

Supervisione: sovraintendere al lavoro dei Counselor. Protegge il cliente e supporta il counselor. e' una necessità professionale e etica.


Termina qui il nostro excursus sui principali termini. Forse adesso qualcosa è più chiaro?

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