La comunicazione empatica: un nuovo percorso per i counselor.

Una delle novità del 2019 è un percorso formativo rivolto a counselor già diplomati e ai counselor in formazione. Messo a punto da un nostro allievo, unisce, per la prima volta, le tecniche della comunicazione empatica di Rosemberg alle tecniche di counseling.


Uno dei primi concetti che vengono erogati ed appresi nelle aule di formazione per counselor è l'empatia. Anche noi, tempo fa, abbiamo dedicato un intero articolo (che potete rileggere qui) a questa capacità.

Si dibatte molto sul fatto che sia una capacità innata piuttosto che acquisibile. Sicuramente una certa attitudine è necessaria o, perlomeno, un certo interesse all'argomento. Capacità faticosa che richiede continuo esercizio anche se dovesse far parte del nostro patrimonio genetico.

Nella parte dell'esercizio che ognuno di noi è chiamato a fare e che compete soprattutto al Counselor, molte sono le attività e le pratiche che si possono rilevare.

A noi di E-Skill, ormai lo sapete, piace sperimentare, aggiornarci e scoprire nuove e possibili sinergie. E' così che è nato il workshop di una giornata che abbiamo organizzato il 23 febbraio presso la nostra scuola. Di che cosa si tratta? Ecco alcuni dettagli...per il resto non vi rimane che partecipare numerosi! Dedicata alla comunicazione empatica, la giornata si rivolge a tutti i counselor professionisti e già diplomati (sono riconosciuti 8 crediti formativi Assocounseling), ai counselor in formazione e a tutti coloro che vogliono acquisire nuove tecniche e strumenti per sviluppare una comunicazione empatica.

Se l'empatia, infatti è una capacità, è necessario anche saperla trasmettere, comunicare. Ma come? E' possibile individuare parole e strumenti che ci aiutino ad entrare più facilmente in relazione con il nostro interlocutore? Rosemberg, allievo di Carl Rogers, sostiene di sì e a questo proposito ha messo a punto un modello, chiamato anche comunicazione non violenta, che è immediatamente fruibile da tutti. Le parole possono essere finestre (e aprire al dialogo e al confronto) oppure muri (e alzare barriere che danno vita a tensioni, incomprensioni e conflitti). Ciò può succedere anche al professionista più esperto che può cadere in momenti di empasse con il proprio cliente e non saper entrare in relazione durante il colloquio. Riconoscere i propri sentimenti, saperli esprimere e trasformarli per creare connessione empatica e il "sentirsi nel qui ed ora", sono sicuramente passaggi fondamentali anche nella gestione di un colloquio di counseling.

Massimo Pittella, counselor alla fine del suo percorso ed esperto di Comunicazione Non Violenta che da anni conduce seminari nel territorio nazionale, ha messo a punto un modello replicabile proprio nel counseling e vi guiderà alla sua scoperta grazie a tecniche e strumenti immediatamente replicabili nella realtà lavorativa. Fino al 15 gennaio potete iscrivervi ad una tariffa agevolata. Affrettatevi!

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