Natura-insegna: le 5 lezioni dell’albero

Aggiornato il: feb 6

E con febbraio inauguriamo una nuova rubrica: Natura-insegna. Questo mese ci dedichiamo agli alberi. Stiamo forse impazzendo? Può darsi, ma crediamo che queste lezioni possano essere di aiuto anche nel counseling.



Abbiamo pensato di parlare di ciò che osserviamo nel mondo vegetale e animale e provare a traslare le lezioni di Madre Natura al mondo del counseling. Il motivo? Più di uno in realtà:

  1. il contatto con la Natura ci può rendere migliori ma anche più consapevoli. Più in contatto con noi stessi e il mondo che ci circonda, riusciamo ad essere più efficaci. Entriamo in quello che viene chiamato FLUSSO e che potenzia al massimo le nostre risorse.

  2. Il Counselor lavora sulla consapevolezza del cliente, è bene però che parta da se stesso

  3. Capire quali sono le lezioni che possiamo apprendere dalla Natura ci può aiutare ad acquisire strumenti e linguaggi che rendono più accessibile la relazione con il nostro cliente. Possiamo infatti far passare alcuni concetti, utilizzando metafore, esempi e similitudini che aumentino la comprensione da parte del cliente del percorso che stiamo facendo con lui.

  4. La Natura, soprattutto negli ultimi tempi, ci ha mandato un messaggio forte e chiaro: attento uomo se tu distruggi noi, noi prima o poi iniziamo a distruggere te. E il Counselor lavora anche sul rispetto di sé, dell'altro e della relazione

  5. Ralph Waldo Emerson ha detto, “Adotta il ritmo della natura: il suo segreto è la pazienza.” E la pazienza la dobbiamo sempre esercitare, con noi stessi e con il cliente.

Ce ne sarebbero molti altri, ma lasciamo spazio alla vostra fantasia e alla vostra capacità di trovare connessioni. Noi vi anticipiamo solo che parleremo di cani, gatti, lupi, oche, salmoni, orsi e alberi! E iniziamo proprio da questi ultimi...gli alberi. Che cosa ci insegnano?

1. Il cambiamento è una costante ed è inevitabile L'albero non è mai uguale a se stesso. Ad ogni stagione cambia i propri colori adattandosi al clima e all'ambiente esterno. Ci insegna che cambiare è una costante, che il cambiamento torna ogni volta per spogliarci, rinforzarci, per farci rinascere. E' inevitabile, fa parte di noi. Inutile resistere o combattere: le foglie cadono, ma rinascono; si eliminano i rami secchi per fare spazio a ciò che serve veramente; ci si riposa al freddo dell'inverno perché anche fiorire o ri-fiorire richiede energia. Cambiare è un ciclo continuo, fa parte di noi: c'è sempre la possibilità di ricominciare, di ripartire...soprattutto se ci adattiamo al presente.

2. Anche i forti possono cadere Un albero secolare può asciugarsi e indebolire le sue radici, non è invincibile e non lo siamo nemmeno noi. Possiamo cadere: chiediamo aiuto, scegliamo di dire di no quando le cose si fanno difficili o non fanno per noi. La vulnerabilità non è una debolezza. E se ti succede di cadere, fai come l'albero che non chiede il permesso: non dice agli altri alberi "spostatevi, fatemi spazio", cade semplicemente a terra...si lascia andare. Facciamolo anche noi, lasciamoci andare e navighiamo nelle nostre emozioni. Non possiamo pretendere che gli altri capiscano sempre le nostre emozioni e siano lì pronti a raccogliere i cocci. I cocci sono nostri, le prove sono nostre, le emozioni sono nostre. Quindi cadiamo, piangiamo...non dobbiamo essere forti a tutti i costi...non dobbiamo evitare di cadere, ma trovare la forza per rialzarci. 3. Tutto ha un suo perfetto tempismo Ogni foglia di albero sa quando è giunta l’ora di staccarsi e lentamente cade a terra. Non ci sono coincidenze nella vita. Si può chiamare divino intervento, sincronicità, serendipità, o destino. C’è qualcosa di più grande là fuori che ci muove. Ogni cosa quindi ha un tempo: lasciamo andare ciò che non ci serve, tratteniamo ciò che è utile, diventiamo i creatori della nostra vita. Coltiviamo la fiducia e la pazienza. L'albero sa che l'inverno non arriva per punirlo ma per rinnovarlo.

4. Il silenzio è prezioso. L'albero vive nel silenzio, senza rumore: nasce, cresce e cambia in silenzio. E' maestoso nel suo silenzio ma parla tantissimo: perché? E' in connessione con lo spirito della natura e fa parlare gli altri: il vento, gli uccelli, la pioggia... Viviamo anche noi nel silenzio: creiamo spazi di silenzio nella nostra giornata. Evitiamo di parlare per il gusto di farlo, evitiamo commenti superflui, coltiviamo il silenzio della mente, delle voci, delle distrazioni: solo così possiamo ascoltare e ascoltarci.

5. L'accoglienza ci rende ricchi. L'albero accoglie nella sua chioma e nel suo tronco qualsiasi essere vivente. Tutto trova casa. L'albero non respinge, non seleziona, non ostacola, non controlla. E accetta. Accetta pioggia, temporali e tempeste: li affronta con i rami e le foglie...ondeggia al vento, si fa anche strapazzare e non si dispera, non critica e non si oppone. Accoglie, impara e lascia andare. Sa che il vento può spargere semi che fioriranno altrove, la pioggia disseta e nutre anche se cade con forza, la tempesta può spezzare un ramo che non sarà riparato... ma rimane lì e non pone resistenza.


Quante cose ci può insegnare un albero! Volete aggiungere qualcosa? Vi ascoltiamo...



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