Natura-insegna: quando essere oca è un complimento

Aggiornato il: mar 12

Ecco il secondo appuntamento con la rubrica Natura-insegna: è la volta delle oche. Animali un po' sottovalutati, buone per fare il paté oppure talmente stupide da essere nominate proprio per identificare il quoziente intellettivo degli umani. Invece hanno molto da insegnarci, soprattutto in questo periodo.


E' un'oca...questa espressione di uso comune sta ad indicare un soggetto (femminile) non particolarmente brillante da un punto di vista intellettivo.

E l'oca è quella persona che ride, un po' sguaiatamente, che parla per luoghi comuni e con la quale non si può dissertare in modo serio. Una persona superficiale e frivola.

In realtà, l'animale oca è ben lontano da tutto questo. Certo...starnazza, ma è scaltro e con alte competenze sociali, o soft skills se gradite di più.

Non ne siete convinti? Alzate il naso e lo sguardo verso il cielo quando le oche selvatiche emigrano e vedrete cose meravigliose. Oppure, osservate le oche e come si muovono in gruppo se siete in un'aia agricola (lo so, ormai è tutto cemento intorno a noi e centri commerciali, ma esistono ancora gli agriturismi e le fattorie...fatevi un giro, non ve ne pentirete).

Scopriamo un po' di più.

1. Le oche in volo si dispongono a V: sapete perché? Ogni oca con il suo batter d'ali crea una corrente ascendente per l’oca che la segue. In questo modo lo stormo raggiunge una distanza pari al 71% in più rispetto ad un'oca che vola da sola.

2. Quando un'oca si allontana dallo stormo sperimenta la resistenza dell'aria e la fatica di volare da sola

3. Quando l'oca di testa è stanca, lascia il posto ad una compagna rientrando nella formazione.

4. Le oche nella formazione dello stormo mandano continuamente richiami (sì...starnazzano) all'oca che sta davanti affinché questa sia motivata ed incoraggiata a non mollare e a dare il meglio di sé.

5. Se in volo un'oca si ammala o è ferita o ha qualche problema per cui è costretta a fermarsi, due oche si staccano dalla formazione e accompagnano l'oca a terra dove l'assistono e la proteggono finché questa non si rimette in sesto o muore. Solo dopo riprendono il volo e raggiungono lo stormo.

6. Le oche emigrano. E ci insegnano che ogni cosa ha un suo tempo e un suo ciclo. Impariamo, come le oche, ad ascoltarci: se abbiamo bisogno di allontanarci, andiamocene; se abbiamo bisogno di fare sport, muoviamoci; se abbiamo bisogno di riposo, fermiamoci. Ogni cosa, ogni situazione ha il suo momento.

Siete ancora convinti che le oche siano animali leggeri e sciocchi? Pensiamo di no. Quante lezioni, quante competenze sociali soprattutto per il lavoro di gruppo.

Collaborazione, motivazione, circolarità del tempo, fiducia nel leader...Un leader che sa farsi da parte quando non è più in grado di guidare il gruppo, un leader che viene supportato e motivato dai suoi follower. Collaborazione, contributi di tutti per poter raggiungere l'obiettivo. Comprensione che la forza del gruppo è la somma delle parti + 1. Sostegno e attenzione al benessere e alle fragilità di tutti i componenti del team. Senso di appartenenza e rispetto dei ruoli.

La prossima volta che siete in un gruppo (di lavoro, di studio, di amici)...siate oche!


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