Perle, dolore e counseling: tre parole che possono costruire un bellissimo percorso.

Cosa c'entrano le perle con il dolore e il counseling? Apparentemente nulla. Eppure noi abbiamo notato delle connessioni fortissime e importanti che abbiamo voluto raccontarvi in questo breve articolo.

Sapete come si forma una perla all'interno di un'ostrica?

Una perla si forma quando un corpo estraneo, come parassiti o pezzi di conchiglie, si ferma all'interno del mollusco che attaccato, ricopre, per pura difesa, l'invasore con strati successivi di madreperla allo scopo di difendere i tessuti dell'animale dall'irritazione. Un'invasione, un dolore e una sofferenza danno vita a questi particolari oggetti preziosi.

Strano vero? Dalla sofferenza nasce qualcosa di stupendo e raro che molte donne poi sfoggiano sotto forma di gioielli: collane, anelli, spille che impreziosiscono anche i tessuti più umili.

Ma cosa c'entra tutto questo con il counseling? Riuscite a fare anche voi il nostro collegamento? Tutti noi prima o poi ci troviamo a fare i conti con la sofferenza, con qualcosa che non va per il verso giusto e ci feriamo, possiamo spezzarci, lacerarci, rialzarci o disperarci. Poi , per fortuna, spunta sempre il sole: prima o poi l'invasione nemica termina e siamo in grado di ripartire. Ma sappiamo trasformare tutto ciò in una perla preziosa come fa l'ostrica? Non sempre probabilmente. Certo il ricordo della sofferenza e della difficoltà rimangono proprio come tutti quei "sassolini" infilati in una collana: ma sono sassolini, pietre, e non perle per la maggior parte delle volte.

E' possibile fare come fa l'ostrica? Per noi sì! Come? Lavorando su noi stessi, facendoci aiutare da un corso di formazione o intraprendendo un percorso di counseling.

Per lavorare su se stessi è necessario prima di tutto ascoltarsi, poi perdonarsi e... lasciare andare. Le ferite e il dolore fanno male, ma ci facciamo molto più male se continuiamo a pensare a ciò che sarebbe potuto essere, a se e quanto abbiamo sbagliato e a concentrarci sul negativo. Dovremmo fare come l'ostrica e ricoprire ciò che ci ha ferito con cose belle, preziose ricordandoci che ogni cosa negativa porta con sé anche qualcosa di positivo. Ogni cambiamento, ogni "sorpresa" è fatica ma è al tempo stesso lezione e miglioramento. Iniziamo quindi a:

1 . non rimanere soli nel nostro dolore, 2. accettare il cambiamento, 3. cambiare solo ciò che possiamo cambiare, 4. prendere personalmente le decisioni

Non è facile, ne siamo consapevoli. Ecco perché, a volte e sulle ferite più lievi, può essere utile intraprendere un percorso di counseling. Il counselor ci può aiutare a guardare la situazione da altri punti di vista, a cogliere particolari che non vediamo ma che danno un significato completamente diverso a ciò che stiamo vivendo, ci sostiene nel prendere le decisioni senza imporre opinioni o consigli: fa un pezzo di strada insieme a noi prendendoci per mano e rimanendo al nostro fianco.

Se non siete ancora pronti a fare un percorso da soli (con voi stessi o con un professionista) potete iniziare con un percorso di gruppo: il confronto con altre storie vi aiuterà a comprendere meglio la vostra e a tramutarla in una bellissima perla.

Donne Fuori dall'Ordinario è un'iniziativa che mira a curare le proprie ferite, ma stiamo pensando anche a qualcosa d'altro aperto a tutti! Scrivete a c.speggiorin@e-skill.it per ulteriori informazioni

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