Principesse ed impostori

Aggiornamento: 12 mar

Cultura, pregiudizi e stereotipi hanno un peso rilevante nei comportamenti femminili. Diventano catene che imbrigliano, che frenano e che rendono difficile farsi avanti per conquistare quel posto tanto desiderato o semplicemente meritato. E se a tutto ciò si aggiunge anche qualche sindrome...beh, il gioco è fatto.



Qualcuno prima o poi si accorgerà del mio valore


Le principesse sono da sempre bellissime. Perfette, sorridenti, gentili e con una vita fantastica. Almeno nelle favole.

Nella vita vera, quella vissuta, le principesse possono essere anche meno perfette ma sono comunque idealizzate.

Sia nelle fiabe che nella realtà una principessa ha in testa una bella tiara, quella coroncina che indica il suo status. E a quella tiara ambiscono anche le altre donne, quelle comuni: sul lavoro, nelle relazioni, nelle amicizie. Brutta storia, la sindrome della tiara.

La conoscete? Avete presente quando diciamo "Scusa se disturbo", "Scusa mi faresti questo favore?", "Scusa so che sei impegnato, però..."

Si tratta di donne sempre gentili, principesche...vi riconoscete? E no, non è peccato...anzi! Ma quando la gentilezza fa diventare remissive e senza un minimo di autopromozione perché si pensa che prima o poi qualcuno se ne (deve) accorgere e metterà la tiara sulla testa...beh eccolo il problema! Uno degli elementi che blocca questo tipo di donne è la paura: di non piacere, di non essere amate, di fare scelte sbagliate, di andare oltre le proprie capacità, di essere giudicate o criticate, di fallire. Insomma, questa è la santissima trinità delle paure: la paura di essere una cattiva madre/moglie/ figlia/lavoratrice/amica.

Questo comportamento le porta a lavorare come pazze, a testa bassa, e a sperare che qualcuno noti il loro operato. "Un giorno o l’altro qualcuno si accorgerà di ciò che sto facendo, se ne deve accorgere (è sotto la luce di tutti no? Lo vedono tutti no che sono brava?) e mi ricompenserà."

E quindi aspettano...aspettano che qualcuno appoggi un diadema sul loro capo: ecco la sindrome della tiara! Ma questo giorno potrebbe non arrivare mai. Occorre imparare a farsi avanti, soprattutto sul lavoro. E magari abbinare alla gentilezza la determinazione e la tenacia. Ma le donne a volte faticano ancora ad entrare in quest'ottica.


E se poi mi scoprono?


La gentilezza a volte può lasciare il posto ad altri pensieri subdoli, insidiosi come il "in fondo in fondo non sono così brava, non me lo merito, non sono all'altezza della situazione e...prima o poi qualcuno mi scoprirà"...E le cose si complicano ulteriormente.

E sì, perché oltre alla sindrome della tiara, le donne tendono a soffrire anche della sindrome dell'impostore. Brutta bestia questa. La costante convinzione di non essere abbastanza, di non meritare il successo e la tendenza ad attribuire la responsabilità dei propri successi al caso, alla fortuna, fa sentire le donne vittime di questa sindrome degli impostori, delle imbroglione...persone che non meritano. E quindi? Lavorano tantissimo, si formano, si impegnano fino allo sfinimento, assumono un sacco di impegni... senza però mai farsi avanti per chiedere ciò che spetta.

Capita anche a qualcuna di voi? Siete in grado di rispondere semplicemente grazie ad un complimento?

Se vi siete riconosciute in uno di questi pensieri o comportamenti forse è arrivato il momento di fare qualcosa. E' marzo, il mese che abbiamo dedicato al pink power. E allora, tirate fuori tutte le nostre forze: amatevi, fatevi un complimento, guardatevi allo specchio e dite "Sì, me lo merito. Sono brava".

E se non riuscite perché non intraprendere un percorso di counseling o non iscriversi ad un corso di formazione? Spiegate le ali: il mondo può essere anche vostro. Basta farsi avanti!

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