Counseling: uno strumento preciso ma inaspettato

Aggiornamento: 12 set

Quali strumenti utilizzare in un colloquio professionale con un cliente? Oggi ve ne presentiamo uno che noi utilizziamo spesso durante i nostri percorsi. Uno strumento preciso e inaspettato, ma soprattutto efficace.



Gli strumenti in un colloquio di counseling Trovare degli strumenti da utilizzare in un colloquio di counseling è cosa difficile e a volte rischiosa. Si teme infatti di togliere validità e serietà al colloquio, alla relazione, quando invece possono essere delle grandi opportunità per sbloccare il cliente, superare momenti di empasse del professinista e...andare in profondità.

E' necessario però fare attenzione a quale strumento si sceglie: non vanno bene per tutti e non sono da sfoderare ad ogni occasione in modo indiscriminato. Sul mercato ce ne sono moltissimi e meritano un doveroso studio e una profonda conoscenza.


I 3 passi per scegliere lo strumento da usare in un colloquio di counseling

Optare per un disegno, per un gioco, per un questionario o altro non è semplice. Soprattutto quando si è visto usare uno strumento da un professionista, ci è piaciuto e ha funzionato. Sì...allora, in quell'occasione ha funzionato, ma non è detto che sia sempre così. Un professionista deve studiare lo strumento, comprenderlo, padroneggiarlo e sperimentarlo prima di pensare di usarlo all'interno della propria attività. L'errore più grosso che si possa fare infatti è pensare di avere una "ricetta", un procedimento standard da utilizzare con tutti e di conseguenza farne un uso indiscriminato.

Ma come scegliere quindi ciò che fa per noi? Ecco i 3 passi importanti da fare:

  1. Comprendere la motivazione che ci spinge ad utilizzare uno strumento: sto cercando di uscire io da una difficoltà oppure è il percorso che lo necessita?

  2. Analizzare la tipologia degli strumenti che si ha a disposizione: quali sono? Per che cosa sono stati creati? Qual è il loro obiettivo? E il loro target?

  3. Provare, provare, provare lo strumento PRIMA di utilizzarlo con un cliente. Se abbiamo ben eseguito i primi due passi e abbiamo dedotto che sì, è il caso di utilizzare uno strumento e l'abbiamo pure selezionato...beh, è il momento di conoscerlo bene. Lo abbiamo capito? Lo padroneggiamo bene in modo tale da cavarcela anche nel caso in cui le cose non andassero come le abbiamo ipotizzate? Ricordiamoci che al centro c'è il nostro cliente, non la nostra voglia di sperimentare, le nostre difficoltà (per quelle c'è la supervisione), le nostre ambizioni o la nostra creatività

Solo così saremo pronti per introdurre qualcosa di diverso all'interno del nostro percorso di counseling o di coaching o di formazione.

Ma di strumenti e tecniche ce ne sono tantissimi. Oggi noi ve ne presentiamo uno.


Le carte ispirazionali

Le carte ispirazionali sono utili per sviluppare la creatività, l'intuito e la fantasia oltre che per superare momenti di stallo e di blocco. Alcune seguono i principi della fototerapia di J. Weiser, altre riportano delle domande o delle citazioni con l'obiettivo di "spingere" il cliente ad analizzare, approfondire, studiare la propria problematica da punti di vista diversi. Le potete creare voi o potete usare quelle che si trovano sul mercato. Oggi vi presentiamo un kit già pronto all'uso.

Stiamo parlando di The Coaching Game, uno strumento inaspettato ma preciso messo a punto da due formatori israeliani di Points of You e che si sta diffondendo in tutto il mondo. Si tratta di un kit di 65 carte fotografiche. Ogni immagine è stata studiata e selezionata con cura. Molti sono i giochi che si possono fare individualmente, one on one, in piccoli o grandi gruppi.


Perché e quando usare le carte fotografiche?

Lo strumento è efficace nei colloqui delle professioni di aiuto e nelle aule di formazione poiché facilita il dialogo, offre punti di vista diversi e aiuta ad analizzare meglio la situazione e a prendere decisioni in modo più consapevole. Un counselor lo usa soprattutto quando il cliente non riesce ad avere un'altra visione del proprio problema: nonostante le domande atte a stimolare nuovi spunti, il cliente fornisce sempre le stesse risposte. The Coaching Game attraverso le fotografie incentiva l'utilizzo dell'emisfero destro del cervello, quello più creativo, più fantasioso. La fotografia "catapulta" il cliente verso un'altra situazione, una problematica diversa: osserva la foto, parla della foto ma contemporaneamente può trovare connessioni diverse al problema presentando e di conseguenza sviluppare altri insights.

Uno strumento versatile: può essere utilizzato anche dagli insegnanti a scuola per facilitare il dialogo con bambini e adolescenti su argomenti delicati; dai genitori in famiglia per intavolare discussioni e negoziare le proprie posizioni con i figli; tra amici per animare una serata; dai formatori in aula, psicologi, coach... Infiniti usi e combinazioni possibili.


Un esempio pratico

Vi diamo ora un piccolo assaggio di come si possono utilizzare le carte fotografiche. Eseguite con noi questo esercizio.

Concentratevi su una questione o un problema che volete esplorare da diversi punti di vista, per esempio "provo una paura irrazionale quando devo parlare in pubblico".

Se non avete un kit di carte fotografiche (qualsiasi), pescate a caso 3 carte oppure aprite a caso delle riviste ricche di foto o scegliete 3 immagini dal web. La scelta deve essere veloce, istintiva e non meditata. Le prime che vi saltano all'occhio.

Noi in questa sede utilizziamo il kit del The Coaching Game, ma è assolutamente indifferente. Ecco che cosa abbiamo "pescato" noi dal mazzo.



La prima carta rappresenta "che cosa stai guadagnando in questa situazione?"; la seconda risponde alla domanda "che cosa stai pagando nel restare in questa situazione?"; la terza invece risponde alla domanda "che cosa puoi dedurre? Qual è l'idea percepita da tutto ciò?"

Si prosegue poi con l'osservazione della carta, dell'immagine e della parola. Una possibile chiave di lettura rispetto alle carte pescate potrebbe essere questa:

La paura che provo mi spinge a prepararmi in modo preciso per ogni mio intervento di public speaking e questo non può far altro che far nascere buoni frutti; sovraccaricarmi troppo di paura mi può far andare incontro alla morte, intesa come la morte della creatività o l'insuccesso dell'intervento. La paura può farmi scoppiare come un palloncino e vanificare i frutti della mia dedizione. Per ottenere i risultati che voglio, devo agire in modo sereno perché anche sul terreno secco (e mi ricorda la gola secca e il fiato corso che ho quando devo iniziare a parlare) può nascere una pianticina verde. Come posso fare? Forse immaginandomi come se fossi all'inizio di una lunga crescita, una piccola pianta verde che ha bisogno di ossigeno per crescere...potrei fare degli esercizi di respirazione e concentrarmi sul colore verde che mi trasmette serenità.

Questo è solo un piccolo esempio!


Per conoscere meglio lo strumento

Se vuoi giocare con noi, capirne un po' di più ti puoi iscrivere al nostro Spritz Game, un evento gratuito, cliccando qui: ci divertiremo proprio con le carte ispirazionali e scoprirai tante cose di te! Ti aspettiamo!


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