Tre nuovi Counselor nel team E-Skill

Aggiornamento: 3 dic 2021

Il 3 ottobre si è svolta la tappa conclusiva del percorso di Counseling: la discussione della tesi. Scopriamo insieme chi si è diplomato tra un turbinio di emozioni e stati d'animo altalenanti.




L'autunno ha aperto le sue porte e i suoi colori a tre nuovi Counselor che con un pizzico di paura, la tristezza per un capitolo che si chiude, una scarica di adrenalina e...il sollievo e la leggerezza finale, hanno concluso il loro percorso. Siamo orgogliosi dei loro risultati ottenuti durante il tirocinio nonché dei loro lavori finali che raccolgono tutti gli ultimi 3 anni trascorsi in E-Skill.


Ci mancheranno, ma...sono pronti a spiccare il volo!


Conosciamoli velocemente: dedicheremo ad ognuno di loro un post in futuro come è nostra consuetudine.


Guido Battistini: ha rotto il ghiaccio e puntuale alle 10 ci ha presentato il suo lavoro. Guido ha scelto un argomento, insieme alla sua relatrice Tiziana Mazzetti, importante per tutti i counselor che potrebbe costituire la "spina nel fianco" dell'esercizio di questa professione: la risonanza nel colloquio. Avete presente quando ciò che vi racconta il cliente risuona anche al counselor? Quel "è successo anche a me" quindi ti capisco? Ne abbiamo parlato anche noi qui e Guido ha voluto approfondire il tema. Eh sì, perché capire il cliente è fondamentale: l'empatia è essenziale per una buona riuscita del nostro lavoro. Ma quando questa risuona troppo? Quali sono i problemi che possiamo incontrare? Quali le strategie che ci possono aiutare? Guido, partendo dalla sua esperienza, ha cercato di dare tutte le risposte e proporre qualche soluzione e qualche trucco da adottare per far comprendere che l'empatia non è solo mettersi nei panni dell'altro, ma anche nei propri: solo così si può imparare a gestire in modo efficace la risonanza.


Lucia Cassoli è stata la seconda a discutere la sua tesi. Il tema scelto? Lo sportello counseling come esempio di welfare evoluto. Sì, Lucia e la sua relatrice Cristina Speggiorin, si sono chieste, anche in modo provocatorio, se aprire uno sportello counseling in azienda possa essere considerato una misura di welfare da offrire ai dipendenti. Le conclusioni? Siamo ancora lontani da una completa comprensione dello strumento e soprattutto dei benefici (a costi ridotti tra l'altro) che esso può portare in azienda, ma i dati che Lucia ha portato, frutto della sua esperienza sul campo, meritano attenzione e la giusta divulgazione: i dipendenti non solo, una volta sperimentato, lo richiedono e lo promuovono presso altri colleghi, ma testimoniano un reale miglioramento delle dinamiche aziendali e della gestione dello stress con conseguente riduzione dei contenziosi, dell'astensione dal lavoro e un clima aziendale decisamente più buono.


Francesca Stringhini Ciboldi ha chiuso la prima domenica autunnale discutendo una tesi dal tema attualissimo: l'online counseling. Un lavoro, seguito da Cristina Speggiorin, che è partito da una resistenza di Francesca e si è trasformato in un vero e proprio manuale per tutti i counselor che vogliano condurre la propria attività online. Costretta dal lockdown di marzo 2020 a rivedere tutto il suo tirocinio, Francesca ha piano piano maturato la consapevolezza di come un counselor possa essere utile anche a distanza, anche con mezzi "strani" come zoom o whatsapp, e l'ha voluta raccontare nel suo lavoro. Ha elaborato un modello di online counseling, una vera guida per tutti: dagli strumenti necessari per stare vicino ai clienti pur essendo lontani, alle tecniche che si possono utilizzare fino alla strutturazione dell'intero percorso di counseling. Ovviamente non mancano vantaggi e svantaggi del modello: perché tutto è stato sperimentato in prima persona da Francesca!



Alle 12 abbiamo concluso la cerimonia: le foto finali, i sorrisi, le congratulazioni.


Presto, come vi abbiamo detto, conoscerete meglio i protagonisti di questa giornata e i loro lavori. Continuate a seguirci!

128 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti