Valorizzare l'essere persona: l'esperienza di Annamaria Napoli

Aggiornamento: 3 dic 2021

Continua il nostro viaggio per conoscere i Counselor E-Skill. Oggi tocca ad Annamaria Napoli. Ecco cosa ci racconta della sua esperienza nella nostra scuola e di come lavora oggi.


Annamaria, che tutti chiamano Anna, ha iniziato la Scuola di Counseling ad ottobre del 2017. Fin dal primo colloquio ci è parsa una persona determinata e con le idee chiare: era sicura di volere diventare counselor e tutte le scelte degli ultimi anni della sua vita l'avevano portata verso quell'obiettivo. Anna è una persona divertente, dotata di una grande resilienza e di un forte sense of humor; ha sempre una parola buona per tutti e riserva forti attenzioni all'altro riuscendo a sdrammatizzare in modo intelligente e sensibile anche i momenti più duri. Queste sue caratteristiche l'hanno portata a scegliere un tirocinio in ambito socio-sanitario. Anna si è confrontata con la difficile realtà della Caritas prima e con un importante progetto rivolto agli anziani ospiti di una RSA di cui ci ha parlato qui.

A febbraio ha raggiunto il suo obiettivo: è diventata counselor, si è iscritta ad Assocounseling e oggi esercita in uno studio privato. Ma conosciamo meglio la sua esperienza che ha portato nella tesi.


D: Anna, la tua tesi parla del counseling socio-sanitario e di come sia importante valorizzare la persona. Ci racconti come mai hai scelto questo tema?

R: Oggi stiamo vivendo la nostra vita in un modo tale per cui c’è spazio solo per il “Saper Fare” e non per il “Saper Essere”. Ci siamo disabituati alla relazione di fiducia ed alla cura dell’altro, ignorando la sofferenza di un Essere Umano e vedendo invece semplicemente un problema biologico, fisiologico da gestire esclusivamente con qualche tipo di intervento medico o farmacologico. Ecco perché la pratica dell’assistenza, che avvenga in Istituzioni o nelle Comunità Residenziali, reca con sé i residui di diverse situazioni depersonalizzanti: l’abbruttimento, l’attribuzione di deficit morali e fisici, la non accettazione della stessa istituzionalizzazione, la mancanza di fiducia in sé e negli altri e l’assenza di una relazione autentica con i caregivers, la rassegnazione perenne e la mancanza di un obiettivo.

Ho toccato con mano tutto questo quando ho svolto parte del mio tirocinio in una RSA che poi ho sistematizzato con la teoria che abbiamo affrontato nel modulo di Counseling socio-sanitario con la Dott.ssa De Filippi che è stata anche la mia relatrice della tesi.


D: Qual è la maggiore difficoltà che hai incontrato nel confrontarti con persone che vivevano oggettive difficoltà cognitive? (gli ospiti della RSA che ha incontrato Anna erano anziani con patologie come la demenza senile o l'Alzheimer ndr)

R: Quando lavori nel campo socio-sanitario le difficoltà sono diverse perché ti ritrovi in un settore molto delicato che impatta sulla malattia, sulla cura, sull’inclusione sociale, sulla formazione degli operatori sanitari, sull’accettazione di una realtà che magari non vorresti vivere e non hai gli strumenti per affrontarla. Nel mio caso, svolgendo un tirocinio presso una RSA, le difficoltà cognitive sono state un grande ostacolo per il coinvolgimento degli ospiti nel mio progetto, ma certamente anche un grande stimolo per imparare a cambiare schema, ad adottare nuove strategie che impattavano più sulla fiducia, sulle emozioni, sulle “carezze” dell’anima che sul risultato.


D. Che cos’hai imparato dalla tua esperienza?

R: Ho imparato a non pormi limiti e a valorizzare anche la più piccola risorsa nella persona anziana o malata che necessita di ascolto attivo, fiducia, comprensione, motivazione.

Bisogna vedere l’individuo con occhi diversi, riconsiderarlo con il cuore e le emozioni in uno scambio infinito di sguardi, quasi di complicità, soprattutto laddove le capacità vengano meno.


D: Se dovessi concludere con una frase sul tuo percorso di counseling e i risultati ottenuti finora, che cosa diresti?

R: Direi che è stato il miglior investimento di risorse, tempo, impegno della mia vita. Mi ha permesso, innanzitutto, di essere una persona migliore, più consapevole, determinata, dandomi anche degli strumenti pratici per poter attivare una professione che amo e che svolgo con molta passione. E-SKILL è una Scuola di Counseling valida, efficiente, ben organizzata con ottimi professionisti di diversi profili e la consiglio perché, in primis, è una scuola di vita.

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